Museo Archeologico al Teatro Romano di Verona (VR).

Museo situato entro un convento costruito nel XV secolo dai Gesuati, appartenenti a una congregazione fondata da Giovanni Colombini da Siena nel 1367.

La denominazione di “Gesuati” deriva dalle frequenti invocazioni al nome di Gesù, il cui monogramma compare anche nei tondi collocati su alcune porte dell’edificio conventuale.

I religiosi si dedicavano alla cura dei malati, mediante produzione e distribuzione gratuita di medicinali.

Si occupavano anche della fabbricazione di profumi e di liquori per la vendita.

Per queste attività era necessaria una buona disponibilità di acqua e i Gesuati avevano identificato il colle di San Pietro come luogo ricco di tale elemento.

Nel 2002, dopo diversi decenni di chiusura, è stato possibile aprire al pubblico la Grande Terrazza, grazie al supporto degli Amici dei Musei d’Arte e alla generosità di Giacomo Galtarossa.

È uno dei luoghi più attraenti del Museo per lo splendido panorama sul fiume e sulla città.

Vi sono esposti numerosi monumenti di età romana (onorari e sepolcrali) e colonne appartenute al porticato che coronava la cavea dell’Arena.

Si possono inoltre ammirare i resti delle “passeggiate”, prospetti architettonici che concludevano verso la sommità del colle il teatro romano.

Il paesaggio in cui è immerso il Museo Archeologico è rinomato dal Cinquecento: Giorgio Vasari ricorda la “bellissima veduta” e il buon clima godibili nel giardino dei frati Gesuati, oggi parte del Museo.

Il raffrescamento prodotto dal passaggio del fiume e l’insolazione delle pendici del colle hanno favorito lo sviluppo di alcune specie vegetali e la presenza di microfauna (uccelli, gechi, scoiattoli…).

Di particolare rilievo le piante di capperi, tipiche della zona al punto che, nei secoli XVII e XVIII, i frati del convento ne avviarono una vera e propria raccolta.

Oggi se ne contrasta la diffusione, in quanto dannose per le murature.

Dopo i grandi lavori degli inizi del Novecento, nella piantumazione si scelsero soprattutto piante proprie dei climi caldi (come i fichi d’India, le palme, gli olivi) ed evocative dell’antichità (alloro, cipresso).

 

Lunedì

13.30 - 19.30

Martedì

08.30 - 19.30

Mercoledì

08.30 - 19.30

Giovedì

08.30 - 19.30

Venerdì

08.30 - 19.30

Sabato

08.30 - 19.30

Domenica

08.30 - 19.30

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